Prevalenza e gestione chirurgica degli elementi sovrannumerari. Uno studio retrospettivoby F. Carini, C. Giamberini, D. Cappelletti, M. Francesconi, G. Porcaro

Dental Cadmos

About

Year
2013
DOI
10.1016/S0011-8524(13)70109-0
Subject
Oral Surgery / Orthodontics

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Text

ARTICOLO

ORIGINALE 619DENTAL CADMOS | 2013;81(10):619-630 |

Chirurgia orale

Prevalenza e gestione chirurgica degli elementi sovrannumerari.

Uno studio retrospettivo © 2013 LSWR Srl. Tutti i diritti riservati

Prevalence and surgery management of supernumerary teeth. A retrospective study

RIASSUNTO

OBIETTIVI. Nel nostro studio abbiamo analizzato la frequenza di riscontro di elementi sovrannumerari in un campione di pazienti non sindromici italiani, con lo

VFRSRGLLGHQWLȴFDUHOHSRVVLELOLSDWRORJLH

DVVRFLDWHHGLDGRWWDUHXQDFRUUHWWDJHVWLRQHFKLUXUJLFD

MATERIALI E METODI. Attraverso uno

VWXGLRFOLQLFRHUDGLRJUDȴFRVRQRVWDWL

FDWDORJDWLSD]LHQWLFKHVLVRQRSUHsentati presso la Clinica Odontoiatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza da

DSULOHDGDSULOHULFHUFDQGROD presenza di elementi sovrannumerari e classificandoli per numero, posizione,

IRUPDJUDGRGLLQFOXVLRQHVHVVRHGHW¢ del paziente, problematiche correlate e

JHVWLRQHFKLUXUJLFD

RISULTATI. $EELDPRLQGLYLGXDWRVRJJHWWL che presentavano elementi sovrannumeUDULHLQSDUWLFRODUHFDVLFRQVRYUDQQXmerari multipli: uno con 8 sovrannumerari inclusi e uno con 6 sovrannumerari comSOHWDPHQWHHURWWL

CONCLUSIONI. La prevalenza di elementi sovrannumerari riscontrata nel nostro camSLRQHGLSRSROD]LRQHLWDOLDQDSDULDOOR risulta in linea con i dati presenti in letteratuUDΖQDOFXQLFDVLHVDPLQDWLDEELDPRULOHYDWR elementi sovrannumerari in associazione

DFLVWLD΍ROODPHQWRGHQWDOHHLQFOXVLRQH

PAROLE CHIAVE `Denti sovrannumerari `Iperdonzia `Paziente non sindromico `Denti supplementari `Denti impattati e ritenuti

ABSTRACT

OBJECTIVES. In our study we analysed the frequency of supernumerary teeth in a group of non-syndromic Italian patients, in order to ascertain the pathologies eventually associated and proceed with the correct surgical management.

Ricevuto il QRYHPEUH

Accettato il JLXJQR *Autore di riferimento

Chiara Giamberini

FKLDUDJLDPEHULQL#LQWHUIUHHLW )&DULQLa&*LDPEHULQLb,*'&DSSHOOHWWLb0)UDQFHVFRQLc*3RUFDURc 6FXRODGL6SHFLDOLW¢LQ&KLUXUJLD2GRQWRVWRPDWRORJLFD8QLYHUVLW¢GHJOL6WXGLGL0LODQR%LFRFFD a3URIHVVRUHDJJUHJDWR b6SHFLDOL]]DQGRLQ&KLUXUJLD2GRQWRVWRPDWRORJLFD c6SHFLDOLVWDLQ&KLUXUJLD2GRQWRVWRPDWRORJLFD

ARTICOLO

ORIGINALE 620 | DENTAL CADMOS | 10/2013

Ch iru rg ia o ra le 1. INTRODUZIONE

Tra le anomalie dentarie dello sviluppo, l’interesse chirurgico ricade sulle anomalie di numero. Si distinguono iperdonzie, quando si ha un numero maggiore di elementi rispetto alla normale formula dentale, e ipodonzie, quando si ha invece un numero minore. Raramente nello stesso soggetto si possono riscontrare entrambi i quadri, con agenesia di almeno un elemento e presenza di un sovrannumerario [1,2].

Gli elementi dentari presenti in eccesso sono suddivisi con criterio morfologico in supplementari, uguali per forma e dimensione a quelli della serie normale, e in sovrannumerari, se diversi, rudimentali, più piccoli e atipici rispetto al corrispondente della serie normale. Numerosi

DXWRULKDQQRFODVVL¿FDWRJOLHOHPHQWLVRvrannumerari [3]; Busch ha distinto [1]: `denti supplementari: con corona e radice di forma e volume identici ai denti normali; `denti conoidi: con corona a forma di cono e radice tozza che può essere dritta o ricurva, di solito più piccoli rispetto ai denti contigui normali; `denti tubercolati: con una corona sormontata da tubercoli di diverse altezze e in numero variabile, separati da solchi più o meno profondi e con una radice tozza; quest’aspetto deriverebbe dalla fusione di più conoidi primitivi o dalle forze che avrebbero agito sulla

VXSHU¿FLHGLXQGHQWHFRQRLGHGXUDQWH lo sviluppo; `denti infundibolari: di volume simile ai denti contigui ma con una caratteULVWLFDLQWURÀHVVLRQHGHOODFRURQD

Bolk [4] ha distinto invece i sovrannuPHUDUL FRQ FULWHULR WRSRJUD¿FR VXGGLYLdendoli in mesiodens qualora riscontrati nell’area incisiva, paramolari qualora situati nella regione molare e distomolari qualora presenti distalmente all’arcata dentale [1,4].

Nel corso degli anni sono state formulate diverse teorie riguardo all’origine degli elementi dentali sovrannumerari [1,3,5].

Secondo una prima teoria, nelle iniziali fasi di sviluppo vi sarebbe un’anomala suddivisione del germe dentario che porterebbe alla formazione di due gemme, dalle quali deriverebbero il dente normale e il sovrannumerario [1,3]. Altri autori ipotizzano, invece, che l’origine sarebbe una proliferazione della lamina dentaria [1,5]. Secondo un’ulteriore teoria, si svilupperebbe una nuova gemma dentaria da un imperfetto riassorbimento della lamina dentaria in degenerazione [1,5].

Un’ultima teoria suppone che durante l’invaginazione e la proliferazione dello strato epiteliale esterno dell’organo dello smalto si formerebbero diversi bottoni epiteliali, i quali darebbero origine ai denti sovrannumerari [1,5].

Alcuni studi epidemiologici condotti in diversi Paesi hanno permesso di conoscere la diffusione di questo fenomeno, che sembra essere più rappresentato nel sesso maschile (rapporto M:F uguale a 2:1).

I dati presenti in letteratura sulla prevalenza degli elementi sovrannumerari nella popolazione variano tra lo 0,1% e il 3,8% nei denti permanenti e tra lo 0,3% e lo 0,6% nei decidui [1,6,7]. Appare quindi evidente che il fenomeno è più rappresentato nei denti permanenti e, inoltre, che il range riportato in letteratura è ampio: ciò trova spiegazione nelle differenze per età, popolazione e metodo di analisi dei campioni coinvolti negli studi, che

ULVXOWDQRSHUWDQWRGLI¿FLOLGDSDUDJRQDUH tra loro [6].

In letteratura si possono trovare anche studi che hanno analizzato, all’interno di un campione di soggetti con almeno un elemento sovrannumerario, la diffusione del fenomeno per localizzazione, forma, numero, riscontrando quanto segue: la forma conica è la più rappresentata (69%), il mesiodens è il più frequente (47-54%), meno frequenti sono i premoMATERIALS AND METHODS. In the period April 2010 to April 2012 we included in the study 1,125 patients looking for suSHUQXPHUDU\WHHWKDQGFODVVL¿HGWKHPIRU number, position, form, grade of inclusion, sex and the patient’s age, correlated complications and surgical management.